fondamentalismo della modernità

"Potremo esultare alla morte di dio
solo quando avremo un'alternativa all'individualismo."

lunedì 9 luglio 2012

Umeboshi


Il calciatore dell'inter Nagatomo, noto per la sua resistenza fisica, dichiara candidamente il suo trucco:
la prugna umeboshi.



La stampa si precipita sulla notizia descrivendo questa strana prugna salata come se fosse una eccezionale novità. In realtà è presente da almeno 30 anni in migliaia di negozi più o meno bio che vendono prodotti macrobiotici.
Ma cos'è l'umeboshi e quali sono i suoi effetti sul nostro corpo?




<< Le umeboshi non sono delle prugne, ma una varietà di albicocche che crescono in Cina e Giappone anche allo stato selvaggio.
Mentre in Cina le umeboshi erano conosciute principalmente per le loro proprietà antipiretiche, astringenti e benefiche per lo stomaco ed erano limitate a scopi medici, in Giappone, oltre a questo, diventarono ingredienti della cucina tradizionale.
I frutti vengono raccolti a metà giugno, quando sono ancora verdi, poi essiccati al sole e messi sotto sale in grandi barili su cui vengono poggiati dei pesi. Il periodo di fermentazione varia da sei mesi a qualche anno. Vengono aggiunte anche foglie di shiso (Laminaria Purpurea), che danno alle umeboshi quel caratteristico colore rossiccio.
In cucina le umeboshi sono moto versatili: si possono fare salse e condimenti per insalate e verdure cotte, o come ingrediente in guarnizioni e salse per aggiungere un delizioso sapore a svariati piatti, rendendoli rinfrescanti e facilissimi da digerire.
Come rimedio viene tradizionalmente usato per problemi digestivi, per raffreddori, febbre o intestino in disordine e per tonificare il fegato.
Secondo l’antica medicina cinese, il maggior effetto delle umeboshi è quello di far scaricare o equilibrare gli eccessi di sostanze che danneggiano il fegato, i reni ed i polmoni (ad esempio muco e acidi, che creano le condizioni ideali per un’infezione batterica) oltre a innumerevoli altri problemi. La combinazione fra l’acidità dell’acido citrico e l’alcalinità del sale è la responsabile di questi benefici effetti.
Le umeboshi sono inoltre molto ricche di calcio, ferro e fosforo. Se consumate ogni giorno in quelle aree dove si è obbligati ad usare acqua contaminata organicamente, prevengono ogni possibile infezione o malattia del tratto intestinale ed aiutano la pulizia del fegato e dei reni. Le umeboshi sono il meraviglioso prodotto della saggezza pratica dell’uomo e della conoscenza del principio yin e yang. Se le consideriamo alla luce di questo principio, diventa più facile comprenderne il valore.
L’ ume fresca è un frutto molto acido (yin) e verde (yin). Il processo di preparazione dell’ umeboshi comporta l’esposizione al sole (yang), l’aggiunta di sale marino (yang), l’impiego della pressione (yang) e di tempi lunghi (yang).
In questo processo viene così a crearsi una forte combinazione di fattori molto yin e molto yang, che determina un prodotto dalle numerose applicazioni pratiche:
Consente di consumare dei fattori molto yang come il sale senza dover bere molta acqua in seguito. Infatti tali qualità yang così assorbite riescono a neutralizzare eventuali fattori molto yin presenti nel sangue, quali zucchero, alcoolici, tossine, ecc.
In virtù delle sue qualità molto yin, l’ umeboshi può curare anche sintomi yang. Un proverbio giapponese dice: “Se avete voglia di bere acqua, prendete un’umeboshi, e la vostra sete passerà”. Grazie alle sue qualità molto yin l’umeboshi fa andar via la sete. >>

tratto da   http://www.itado.org/seleziona2articoli.asp?id2=venticinque


A casa l'umeboshi, per nostra fortuna, negli ultimi dieci anni ha riassunto il mobiletto dei farmaci. Un bicchiere con due dita di tè kukicha (o anche solo un po' d'acqua calda) e un dosaggio da mezzo a un cucchiaino della nostra prugna (usiamo la pasta di umeboshi, che costa meno e funziona lo stesso), da  prendersi la sera prima di andare a dormire.
E' sorprendente l'effetto di trovarsi l'intestino in condizione basica per una notte intera! Le accezioni pratiche che determinano la scelta di "mandare giù" l'umeboshi (la sua combinazione acido-salato spesso non risulta gradevole, ma delle medicine non si sta a guardare il gusto!) sono:
- ho fumato troppo, ho mangiato troppo, mi sento sotto tono debole stanco, sta per venirmi un'influenza: riduco il cibo e prendo l'umeboshi
- ho fatto un grosso sforzo fisico oppure dovrò farlo domani andando a far legna: è l'uso di Nagatomo, perché l'umeboshi migliora il drenaggio dell'acido lattico dai muscoli
- in caso di disordini intestinali, colite o diarrea
- in caso di ferite da rimarginare
- dopo l'anestesia del dentista
- e ancora, su internet non mancano i rimandi all'uso di umeboshi per limitare gli effetti collaterali della chemioterapia
Non usiamo l'umeboshi in caso si sintomi di scarica già in corso, se l'influenza si sta già esprimendo non ci viene da interferire.
Se non la conoscete, sperimentatela su uno dei sintomi sopra indicati, ma l'uso dell'umeboshi, unito all'evitare i cibi di origine mammifera (vedi post Carne e fisiologia), può essere inserita anche in condizioni di salute come modo per migliorare il nostro stato di benessere.

1 commento:

  1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina